i Koreani fanno miao

quanti gatti vedete nella foto?
i "cat cafè" ed i "dog cafè". Sapevo dell'esistenza di questi ricettacoli di pelo all'interno della cultura Coreana, ed oggi purtroppo non riesco ad evitarli per cui entriamo proprio in un cafè pieno zeppo di gatti sui tavoli, nella cucina, sul pavimento e sui trespoli appositamente costruiti per loro.
Bisogna proprio essere amanti degli animali a livello di subconscio per sentirsi a proprio agio qui dentro, soprattutto perché non puoi annebbiare il cervello con i fiumi dell'alcool e immaginarti in un posto pieno di belle cameriere (per esempio) visto che qui dentro servono solo succhi di frutta e caffè! 
Tempio Haedong Yongung (lo spillasoldi)
 
Ma va bene lo stesso, dopotutto in questa città abbiamo inaspettatamente trovato i due templi buddhisti più belli visti finora, il primo incastonato nella montagna e dall'aria grave, il secondo proprio su una scogliera e dall'aria più spillasoldi.
Le regole, in particolare del secondo, sono: prega e metti un obolo per avere una benedizione, che però non è vaga ma mirata al particolare idolo che stai venerando e sovvenzionando.
 
 
 
In ordine di percorso verso la sommità del tempio si ha la possibilità di:  
  1. avere una benedizione per i momenti in cui si guida e non fare incidenti. La "shrine" in questione ha anche un copertone alla sua base
  2. assicurarsi la nascita di un figlio toccando la panza gonfia di un piccolo buddha
  3. (questo era il mio preferito) dalla sommità di un ponte cercare di centrare due vasi, il primo e più vicino posto sul guscio di una tartaruga, il secondo e più lontano sulle mani di non so quale divinità per avere una benedizione che porterà fortuna
  4. toccare le chiappe di due enormi maiali dorati per assicurarsi denaro in quantità
  5. infine elargire denaro e lunghe preghiere ad una maestosa dea per, credo, assicurarsi un karma mai impuro?
un obolo per ognuno e avrai la salvezza eterna
 
Comunque questo è in assoluto il più bel tempio visto fin'ora, e indovinate un po'? La Lonely Planet manco lo cita! Ci sono dovuto arrivare incrociando post di forum e diari di viaggio di altre persone, in particolare di www.persiincorea.com che cito perché da solo mi ha aiutato a organizzare mezzo viaggio!
Adesso vi saluto che vado a togliermi di dosso un po' di peli di gatto, non ho centrato nessun bersaglio al tempio e soprattutto non ho elargito molto denaro (se non quello per tirare ai vasi) per cui spero di non venire folgorato nella notte da qualche maledizione felina!

dagli e dagli, le cipolle diventan agli

lungomare di Busan
oggi salutiamo Gin e Sun e ci dirigiamo verso la seconda città della Corea per numero di abitanti che qua si chiama Pusan, mentre sulle mappe trovi scritto Busan.
Quale sarà il nome corretto non si sa, ma rimane il fatto che la pratica comune alla gran parte dei Coreani, secondo me imparata ad arte dai Cinesi, non cambia anche se siamo nel sud della nazione. L'arte dell'espettorazione per dirla in termini regali.
Eh si, perchè come un fulmine che anticipa il tuono, non appena senti il gorgoglio della gola che raschia e richiama a sè le forze, entro qualche istante potrai aspettarti un giovane o anziano (non fa differenza) che come una fionda colpisce il terreno con abile salivosa e compressa violenza. Insomma sputa!
Se alle olimpiadi questo dovesse essere introdotto come sport, i Coreani potrebbero puntare all'oro senza ombra di dubbio, precisi e implacabili come sono!
E così sei in mezzo al verde di un bosco e senti il gorgoglìo, stai ammirando un Buddha e ascolti il viscerale tremito, compri uno spiedino dall'ambulante e da dietro ti coglie il rauco tremore!
Non c'è scampo e anche a me piacerebbe tanto imitarli visto che ho un po' di raucedine, ma le mie barriere mentali e la malsana educazione Occidentale a cui sono stato esposto purtroppo me lo vietano...
Oggi sto scrivendo sotto l'effetto alcoolico della Asahi Beer (1 litro, ecco il perchè di questo strano post), a pranzo ho mangiato Giapponese e a cena una bella pizza con sopra le polpette, non ne posso più delle zuppe Coreane! A forza di mangiare aglio, che pur mi piace, sto diventando un drago che sputa fuoco e adesso capisco perchè questa amabile bestia sia spesso un'icona nelle culture Orientali!
 
 
Vi lascio ad i suoni onomatopeici che era possibile scegliere nella gara di sputi di Guybrush Treepwood in Monkey Island 2: (nell'esatta sequenza di preparazione ed esecuzione)

pirates SPIT contest
swish-swish
hooooooock
chwwwwwwwwk
ptooie!

Il trasporto pubblico di Gyeongju, guida pratica al (non) uso

 

QUELLO CHE HO SCRITTO UN'ORETTA FA:

Tempio di Bulguk-sa (1)
oggi mi tocca dividere due giornate in un solo post, questo perché Gyeongju ha 1000 punti di interesse sparsi nell'arco di mille mila chilometri, e senza un mezzo di locomozione proprio perde molto del suo fascino obbligandoti a faticosissime attese dei pullman e cervellotiche elugubrazioni mentali su quale sia la fermata giusta una volta che sei sull'autobus.
Tra l'altro portano il bus come se fossero in formula 1, per cui tra segnali in coreano, un equilibrio perennemente in pericolo quando sei in piedi e i vetri oscurati che qui vanno di moda pure sui mezzi pubblici non ci si capisce niente e spesso e volentieri la fermata è sempre quella sbagliata!
Perché ieri non ho scritto? (sempre che qualcuno se ne sia accorto)
Perché ieri avevo poche cose da dire, questa è una città che comprendi solo dopo un po' che la vivi e adesso finalmente riesco a vederla con occhi diversi, anche perché mi rendo conto che siamo stati degli eroi a percorrerla con i mezzi locali, tanto che credo di non conoscere neanche la rete del trasporto pubblico della mia città così bene come conosco quella di Gyeongju!

Ma ieri non avevo certo tutto questo entusiasmo, vediamo cos'è successo!

QUELLO CHE HO SCRITTO IERI:
 

Tempio di Bulguk-sa (2)
..il tempio di Bulguk-sa in effetti vale il viaggio fino a qui, il buddismo è l'unica religione che mi sembra lontana dal fanatismo di quelle monoteiste, ed ascoltare i monaci che cantano o le grandi campane in bronzo che risuonano tra i boschi di pini ti porta in uno stato di tranquillità interiore che non vorresti mai lasciare!
Gin stamattina si offre di portarci al tempio in macchina, così al costo di una conversazione a monosillabi ci evitiamo gli autobus con i quali avremmo perso almeno un'ora, inoltre facciamo in  tempo a ricaricare la nostra tessera del bus (che funziona con la tecnologia NFC, quindi basta sfiorare il pos e il pagamento avviene istantaneamente) che ci servirà per il ritorno.
Il tempio come dicevo è un'oasi di bellezza: l'architettura, la posizione, i colori, tutto è dove dovrebbe essere e niente è in disordine, addirittura i sassolini vengono ammucchiati da una parte a formare piccole torri in equilibrio e l'aria fresca di montagna fa presto dimenticare la caotica Seoul!
La mattinata passa in fretta ed il pomeriggio ci aspetta il villaggio di Yangdong, a 30km dal tempio, che però non raggiungeremo mai poiché tra il tornare in città, trovare la fermata giusta ed attendere il nuovo bus si fanno le 17, il sole comincia a tramontare e non ce la sentiamo di fare una gita fuori porta dopo aver, tra l'altro, scalato mezza montagna per vedere l'illuminato Buddha Sakyamuni!

Insomma, un pomeriggio perso, che per fortuna non verrà replicato da quello che ci aspetta domani! (quest'ultima cosa l'ho scritta ora, non è conosco il futuro! :) )

QUELLO CHE STO SCRIVENDO ADESSO: 
 
Buddha Seduto che tocca il terreno (scaccia il male) durante la scalata del monte Namsan
Non vogliamo ripetere l'errore di ieri, per cui abbandoniamo la complicata idea di visitare il villaggio e decidiamo di provare un'esperienza mistica scalando il Monte Namsan.
Dovete sapere che l'attività che più piace ai Coreani, quella per cui nascono già con i geni predisposti e alla quale non rinuncerebbero mai è il trekking.
Gin anche oggi si offre di accompagnarci all'entrata del trail, che è bella distante dal nostro lodge, e se da una parte c'è una bellissimo bosco di pini che si inerpica verso l'alto, dall'altra c'è una quantità di autobus, automobili, moto e biciclette parcheggiate incredibile!
In pratica qui i Coreani si ammassano all'inverosimile proprio per fare questo percorso nella natura, e presto ci troviamo in un fiume in piena di ragazzini, giovani coppie, anziani dal piè veloce e signore con pacchi di cibo che procedono verso la sommità del monte.
Il percorso, che un tempo ospitava pagode e templi, passa accanto a statue di Buddha nella sua classica posizione e ad enormi pietre su cui ci sono incisioni sacre scavate nella roccia, sarebbe meraviglioso se non ci fosse questo fiume di gente!
il ristoro dello scalatore, contiene interiora
Tutti attrezzatissimi e super accessoriati per la scalata, mentre noi praticamente stiamo in ciavatte non avendo programmato dall'Italia questa gita, ma non ci perdiamo d'animo e presto (dopo più di un'ora a dire il vero) arriviamo al bivacco Sangseonam dove alcuni volontari cucinano e offrono agli avventurieri degli ottimi noodles pieni di aglio e cipolla.
Tutto il percorso è organizzato alla stessa maniera, ovvero in modo eccelso tanto che all'arrivo c'è pure l'aria compressa per pulirsi le scarpe e delle simpatiche signore che vendono frutta rinfrescante! Diciamo che non è stato certo il mio trekking più selvaggio, ma è piaciuto pure a Roberta che è più tipo da camminate nei musei, per cui belli soddisfatti ci dirigiamo, manco a farlo apposta, al museo di arte antica di Gyeongju, azzeccando tutti gli autobus e vincendo finalmente le barriere che questa città ha superbamente costruito per i turisti stranieri!